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Dovrei donare il mio corpo alla scienza 15/07/2017

Dovrei donare il mio corpo alla scienza ? Disposizioni in materia di donazione del corpo post mortem e di utilizzo a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione: Senato della Repubblica XVIII Legislatura Fascicolo Iter DDL S. 176

Negli ultimi anni si sono succedute numerose iniziative parlamentari, sollecitate da istituzioni scientifiche, universitarie e associative, che hanno tentato di dare una definizione normativa alla libera scelta dei cittadini dell’utilizzo del proprio corpo dopo la morte e alla fruizione
scientifico-didattica dello stesso nei centri competenti.

La normativa di riferimento in materia è rappresentata dal decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, recante «Approvazione del regolamento di polizia mortuaria», e dalla legge 1º aprile 1999, n. 91, «Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti».
Entrambe, però, non disciplinano in modo chiaro né il percorso della «donazione» dal soggetto
donatore alla struttura competente fruitrice, quindi alla tumulazione cimiteriale, né la salvaguardia del principio dell’autodeterminazione e delle conseguenti modalità attuative fino al momento del decesso.
Senza queste specifiche, infatti, non si riesce a dare attuazione a quanto disciplinato dal citato
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 1990, capo VI, in tema di
rilascio di cadaveri a scopo di studio.
Il presente disegno di legge, con l’ausilio e l’utilizzo delle proposte normative già avviate nel corso delle precedenti legislature, intende coniugare le esigenze scientifico-terapeutiche ai princìpi bioetici antropologici universali.

DISEGNO DI LEGGE
Art. 1. (Oggetto)
1. La presente legge disciplina la donazione del corpo e il conseguente utilizzo ai fini di studio, ricerca
scientifica e formazione, di soggetti dei quali è stata accertata la morte ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, e che hanno espresso in vita il consenso secondo le modalità definite all’articolo 2 della presente legge e dei soggetti deceduti e
conservati a disposizione dell’autorità giudiziaria per dodici mesi.

Art. 2. (Manifestazione del consenso)
1. I cittadini possono esprimere la volontà di donare il proprio corpo post mortem per le finalità di cui all’articolo 1. I termini, le forme e i modi della scelta di donazione del proprio corpo sono stabiliti con decreto del Ministro della salute da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto del diritto all’autodeterminazione e quindi della possibilità di recedere da una precedente scelta in qualsiasi momento della propria vita.
2. La mancata dichiarazione di volontà o la modifica anche solo verbale prima della morte è
considerata quale dissenso inoppugnabile all’utilizzo del proprio corpo successivamente alla morte.
3. Per i minori di età il consenso di cui ai commi 1 e 2 è manifestato dai genitori o dal tutore legale.

Art. 3. (Modalità e tempi di attuazione)
1. Il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge:
a) stabilisce le modalità e i tempi, non superiori a dodici mesi, per la conservazione, la richiesta, il trasporto, l’utilizzo e la restituzione del cadavere alla famiglia o per la tumulazione dei cadaveri di soggetti non riconosciuti, da parte dei centri di riferimento di cui alla lettera c);
b) indica le cause di esclusione di utilizzo dei cadaveri nel rispetto della salvaguardia dei princìpi di igiene e di pubblica tutela;
c) individua le strutture universitarie e le strutture ospedaliere da utilizzare quali centri di riferimento per la conservazione del cadavere per i fini di cui alla presente legge.

Art. 4. (Istituzione del Registro per l’utilizzo del cadavere)
1. È istituito presso le strutture di cui all’articolo 3, comma 1, lettera c), il Registro per l’utilizzo del cadavere per scopi di studio, di ricerca e di formazione affidato alla direzione sanitaria, nel quale annotare i riferimenti utili a identificare il soggetto utilizzatore, nonché il momento e le modalità di utilizzo nel rispetto della dignità duratura del corpo umano.

Art. 5. (Promozione dell’informazione)
1. Il Ministero della salute di concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e in collaborazione con gli enti locali, le associazioni di volontariato, le società scientifiche, le aziende sanitarie locali, i medici di medicina generale e le strutture sanitarie pubbliche e private promuove, nel rispetto di una libera e consapevole scelta, iniziative dirette a diffondere tra i cittadini la conoscenza delle disposizioni della presente legge.


Dovrei donare il mio corpo alla scienza – Si potrà donare il proprio cadavere alla scienza in Lombardia, mettere a disposizione il proprio corpo dopo la morte, per finalità di studio e ricerca, è un’opzione più semplice oggi.
Dopo la novità introdotta dalla riforma funeraria approvata dal consiglio regionale della Lombardia nei giorni scorsi, grazie a due emendamenti di Michele Usuelli (+Europa), approvati da tutti i consiglieri eccetto quelli del Movimento 5 Stelle. Chissà se altre regioni prenderanno spunto.

Perchè Donare alla scienza il proprio cadavere?
L’obiettivo è evitare di importare cadaveri dall’estero come accade oggi per consentire agli studenti di Medicina di esercitarsi. La legge italiana non vieta esplicitamente di “destinare” il proprio corpo, o parte di esso, a finalità di ricerca e studio, né di donare alla scienza parti anatomiche amputate e/o che hanno subìto di interventi chirurgici, ma le norme attuative sono poco chiare. Un vuoto normativo spesso denunciato in passato.

Gli emendamenti di Usuelli (a sua volta medico) sono stati scritti in collaborazione con la sezione lombarda della Società Italiana di Anatomia Patologica, a dimostrazione che rispondono a una specifica richiesta del mondo scientifico. “Si apre una pagina nuova e importante per la libertà di ricerca scientifica in Lombardia”, è il commento di Usuelli: “Gli emendamenti, accolti dalla giunta e dal consiglio, contribuiranno ad arginare la triste pratica dell’importazione di cadaveri da altri Paesi per consentire agli studenti di esercitarsi”. “Mi auguro – conclude il consigliere di +Europa – che altre Regioni seguano il nostro esempio. Non mi stupisce, purtroppo, il voto contrario del Movimento 5 Stelle che conferma la sua linea di opposizione alla scienza, al progresso e alla ricerca”.

Oggi in Italia proliferano laboratori a pagamento, rivolti a specialisti, che importano cadaveri dagli Stati Uniti. Come l’Aims academy, centro di chirurgia mini invasiva all’interno dell’ospedale Niguarda di Milano. “Ogni anno riusciamo a organizzare circa 50 corsi e a importare più o meno 20 corpi – dice al Fatto il fondatore e presidente Raffaele Pugliese -. Per il viaggio e il trattamento di sette salme spendiamo più di 20mila euro”. Lombardia aparte, un disegno di legge sulla donazione del proprio corpo dopo la morte ai fini di studio, formazione e ricerca scientifica, per individuare le strutture universitarie e le aziende ospedaliere di riferimento, è fermo in parlamento.

Perché donare il proprio corpo alla scienza
Non è un tema di cui si parla spesso, né lo si fa molto volentieri, forse perché da molti ritenuto “macabro”, sgradevole, inutile o persino triste: ma è una scelta che permette ai giovani chirurghi di fare pratica e a quelli già esperti di sperimentare nuove tecniche ed esercitarsi in caso di interventi molto complessi. Riducendo il rischio di errori. “Più vita”, meno decessi.

Altra domanda frequente: “Se dono il corpo, avrò lo stesso una tomba?”. Come spiegava l’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) in una guida sul tema di qualche tempo fa, ci sono due tipi di donatori: quelli che decidono di lasciare il proprio corpo alla ricerca e non vogliono più saperne nulla, e quelli che chiedono che il corpo venga poi riconsegnato ai familiari. In quest’ultimo caso, il funerale si svolge regolarmente e dopo il corpo viene portato in un centro dove resta per qualche settimana o mese. Quindi viene ricomposto e portato definitivamente al cimitero.

COSA FARE SE SI DESIDERA DONARE IL PROPRIO CORPO

Programma per la donazione del corpo

Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie Sede Operativa di Anatomia Umana via Irnerio 48, 40126 Bologna 

DIBINEM – Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie

Sede Amministrativa Via Ugo Foscolo, 7 40123 – Bologna – Italia Scrivi una mail

tel: (+39) 051 20 92950 fax: (+39) 051 20 92958

Donare il proprio cadavere alla scienza: ora la scelta è più facile (ma se ne parla pochissimo)
Gli italiani non sembrano“ Fonte Today: http://www.today.it/scienze/donare-cadavere-scienza.html



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