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Eutanasia in Italia differenza tra eutanasia e suicidio assistito 07/07/2015

Eutanasia in Italia differenza tra eutanasia e suicidio assistito e all’estero: ecco che cosa succede? alla ribalta della cronache nazionali, il tema dell’eutanasia è ancora avvolto in un contesto di incertezze normative e prudenze etiche.

Ma che cosa è l’eutanasia?

Eutanasìa, in greco antico, significa letteralmente “buona morte”. Oggi con questo termine si definisce l’intervento medico che procura la morte di una persona consenziente, malata o menomata in modo permanente.

E Il suicidio assistito?

A differenza dell’eutanasia, nel suicidio assistito il medico non compie in prima persona l’atto necessario per porre fine alla vita e alle sofferenze del malato. In questo caso, il medico si limita a fornire al paziente i mezzi utili a compiere questo gesto, senza intervenire direttamente.

Che cosa è la sedazione profonda?

Come si legge sul sito dell’Associazione Luca Coscioni, la sedazione palliativa continua profonda non porta alla morte del paziente ma ha lo scopo di ridurre o abolire la percezione del dolore provato dalla persona.

E Il biotestamento?

Il Senato, il 14 dicembre 2017, ha approvato la legge sul cosiddetto “testamento biologico”, intitolata Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). La legge n.219 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio 2018, ed è entrata in vigore il 31 gennaio 2018. Composta da otto articoli, la norma mette un primo punto su una questione a lungo dibattuta nel nostro Paese e stabilisce la possibilità di “esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari”.
L’eutanasia
L’eutanasia consiste in una eterogenea serie di procedure finalizzate a procurare intenzionalmente la morte di un individuo, limitatamente a quelle ipotesi in cui la sua qualità della vita risulti essere definitivamente compromessa da malattie, menomazioni o condizioni psichiche. Letteralmente definibile come “buona morte”, non va confusa con altre pratiche concernenti la fine della vita, come la terapia del dolore, il rifiuto dell’accanimento terapeutico, la cessazione delle cure, il suicidio assistito.
Quando si parla mediaticamente e comunemente di eutanasia, si suole riferirsi principalmente alla c.d. “eutanasia attiva”, ovvero a quelle pratiche in cui il decesso del paziente è provocato dalla somministrazione di farmaci che inducono la morte.

L’eutanasia in Italia

In Italia l’eutanasia attiva non è regolata da alcuna norma, con la conseguenza che la sua eventuale pratica può essere accomunata all’omicidio volontario di cui all’art. 575 c.p. Nel caso in cui invece chi esercita l’eutanasia sul paziente riesca a dimostrare la volontà e il consenso del malato, le pene applicabili sono quelle dell’art. 579 c.p., recante la disciplina dell’omicidio del consenziente, e risultano comunque essere piuttosto gravi (da sei a quindici anni di reclusione).
Anche altre forme di “accompagnamento” alla morte sono punite severamente dal codice penale. Si pensi al suicidio assistito, considerato reato ex art. 580 c.p.. Più “tenue” è invece la posizione in caso di eutanasia passiva, ovvero dalla condizione di interruzione o di omissione di un trattamento medico che si renda necessario alla sopravvivenza dell’individuo.

L’eutanasia nel resto del mondo

Nel resto del mondo la disciplina sull’eutanasia è molto varia. In Svizzera, ad esempio, dove diversi malati terminali italiani sono stati accompagnati per poter fruire della “dolce morte”, la normativa è piuttosto “generosa”, ammettendo anche il suicidio assistito, e anche in favore di cittadini stranieri.
Altra nazione piuttosto “aperta” su tal fronte è rappresentata dai Paesi Bassi: qui nel 2000 il Parlamento ha approvato la legalizzazione dell’eutanasia, contribuendo a rendere l’area la prima al mondo a poter ammettere in vigore una simile disciplina.

L’eutanasia fuori dell’Europa?

Non mancano le nazioni in cui il legislatore si è mosso più o meno tempestivamente per poter agevolare il quadro normativo: in Cina esiste ad esempio una legge che permette gli ospedali a praticare l’eutanasia ad alcuni malati terminali, in Canada dal 2016 esiste una legge che autorizza il suicidio assistito, mentre negli Stati Uniti la normativa varia a seconda dello Stato, con diverse zone (Vermont, Oregon, Montana, California, Washington) in cui il suicidio assistito è diventato legale.
Eutanasia in Italia differenza tra eutanasia e suicidio assistito

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Che cosa devi sapere sull’eutanasia? L’eutanasia è l’omicidio deliberato di qualcuno per azione o omissione, con o senza il consenso di quella persona, per ragioni compassionevoli.

Eutanasia in Italia differenza tra eutanasia e suicidio assistito

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